11/05/2010
newsletter di aprile
Cari amici,
ad un passo dalla fine del “primo E.S.P.“ un minestrone ricchissimo di ingredienti bolle in pentola. A voi, un assaggio speciale!
·Lla terza prova aperta ( 29/04/2010 )
Come vi avevamo anticipato, la terza ed ultima prova aperta si è svolta all’interno di uno spazio molto particolare: la mostra fotografica Ombre||Schatten di Ugo Carmeni e Tomas Ewald sull’ex poligono ospedaliero veneziano allestita all’interno dei Magazzini del Sale.
“Vi sono luoghi vivi per la memoria ai margini della città che furono protagonisti di realtà invisibili. Luoghi carichi di tensione che vivono un equilibrio sottile tra ciò che sono stati e ciò che saranno[…]. Luoghi apparentemente disabitati da un giorno all’altro. Mobili, tavoli, sedie, tante sedie, letti, documenti e archivi, tutto lì, com’erano, immobili sotto i segni del degrado del tempo, carichi di una forte tensione surreale per cui pare basti chiudere gli occhi perché il grande circo si rianimi in una dimensione onirica.”
Così hanno scritto Ugo e Tomas nel catalogo della loro mostra. Noi abbiamo giocato in questo spazio dai connotati molto “ballardiani” e dopo la prima prova aperta di presentazione, la seconda in cui l’attenzione era posta in particolar modo al lavoro sul corpo, in questa terza prova aperta vi abbiamo mostrato come stiamo lavorando sulla parola e sul suo ritmo continuando a nuotare nell’immaginario di J. Ballard che in tutti questi mesi ci ha fatto da bussola disorientante. I nostri scenografi hanno stravolto le luci dell’installazione rendendo l’atmosfera ancora più consona al lavoro degli attori.
Ancora una volta ringraziamo quanti di voi erano presenti e vi ringraziamo anche per i commenti, le critiche, i complimenti e i suggerimenti che ci avete rivolto , anche nei giorni successivi via mail o via telefono.
il canovaccio
“ La classe in mostra “ è il titolo provvisorio del canovaccio per lo spettacolo di fine E.S.P.: è la storia di una classe, di un laboratorio che fa dei propri esperimenti una esposizione. Gli esperimenti riguardano delle operazioni di somatizzazione dei propri tormenti e delle proprie atrocità. Insegnanti e studenti scarnificano corpo e voce rendendo molto labili i confini tra mondo reale e percezione interiore di ciò che ci circonda. E dietro questa operazione di astrazione delle più basilari azioni fisiche e vocali, c’è un tentativo di capire la complessità della realtà che, attraverso questi esperimenti, non è più scissa tra interiore ed esteriore, ma diviene un tutt’uno instabile e creativo.
Lo spettacolo sarà strutturato proprio come il romanzo “La mostra delle atrocità” ( anche se non ne faremo una trasposizione drammaturgica fedele ): invece dei brevi paragrafi con titolo annesso che si susseguono nel libro, nello spettacolo si succederanno scene brevi che si snoderanno lungo tutto lo spazio dei Magazzini del Sale non attraverso una linea narrativo/temporale classica, ma riprendendo continuamente i leit motiv di cui sopra e creando continue variazioni sceniche con l’intento di costruire una sorta di partitura musicale che approdi ad una sottrazione graduale di corpo, voce, concetto.
·Il il prossimo appuntamento
Giovedì 10 giugno alle ore 18.30 ai Magazzini del Sale inizierà la serata finale del primo ciclo di Esperimenti Scenici Permanenti con una conferenza sulla contemporaneità del mondo teatrale in ogni sua accezione ( drammaturgica, produttiva, distributiva ) e alle 20.30 si aprirà il sipario.
20:50
Scritto da: esp-scenici
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